- controllo del randagismo canino;
- anagrafe canina e ricerche di proprietari per ritrovati vaganti;
- sorveglianza e profilassi antirabbica (controllo dei cani morsicatori);
- sorveglianza e profilassi delle zoonosi degli animali d'affezione;
- controllo demografico ed assistenza zooiatrica sulle colonie feline (solo territorio RM/D);
- diagnosi e cura degli animali d'affezione (randagi e di proprietà);
- controlli etologici degli animali d'affezione.
Alla domanda "non crede che un'ecografia potrebbe essere risolutiva nella diagnosi della malattia?" il veterinario risponde con un " non è presente l'ecografista oggi. Torni lunedì alle 14 e potremo farla".
Il medico si rende disponibile lasciando il suo recapito telefonico.
Atomo torna a casa e inizio la cura con Ceftriaxone effettuando un iniezione come da prassi sottocutanea all'altezza della cicollottola.
La notte passa tranquilla, Atomo sembra aver riacquistato un pò di appetito e mangia qualche crocca dalla ciotola ma rimane debole e passa le ore dormendo. Tra una pausa onirica e l'altra si avvicina alla ciotola dell'acqua spinto probabilmente da una forte sete.
Sono le 23 di sabato sera. Atomo è steso di lato sul letto immobile con gli occhietti ancora aperti. Un dolore forte e una lacrima bagna il mo viso.
Scrivo questo testo denuncia ancora scossa dal triste evento poiché ritengo inadeguate le cure prestate presso l'ambulatorio USL del Canile della Muratella. Ciò che sono mancati sono stati i controlli del sangue e un'ecografia non eseguita data l'assenza in loco della strumentazione di indagine diagnostica.
Cercando sul web ho raggiunto un articolo denuncia del 27 giugno 2014 in cui si spiega la vicenda di un pastore tedesco morto proprio al Canile Muratella. La denuncia La denuncia arriva da Simona Novi, presidente di Avcpp, onlus che gestisce i canili comunali dal 1997.
"Un pastore tedesco di nove anni, sequestrato alla padrona per maltrattamenti, è arrivato a Muratella sperando
di salvarsi, di essere curato e di trovare qualcuno disposto
all'adozione. E invece è morto in pochi mesi, dopo una torsione dello
stomaco fatale, una grave patologia che colpisce per ragioni non ben
note cani di taglia medio grande.
Solo la storia di un animale malato, vecchio, o semplicemente sfortunato? Non per chi vi legge "l'ennesima dimostrazione della malagestione dei canili comunali". "Chi avrebbe dovuto tutelarlo ci ha impedito di proteggerlo”. Simona Novi, Presidente dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (AVCPP), la onlus no profit romana che dal 1997 gestisce i quattro canili comunali romani, racconta di Juri. E della fotografia di un sistema "che non funziona più".
LA STORIA DI JURI - “Giovedì 19 giugno, Juri è stato colpito da una patologia mortale, la dilatazione dello stomaco. I veterinari ASL RMD di Muratella lo hanno decompresso ma in questi casi il monitoraggio in una clinica è essenziale e lo stesso medico lo ha evidenziato. Abbiamo chiesto alla ASL di ricoverarlo. Il responsabile ha rifiutato".
IN LOTTA CON LA ASL - Che le richieste di ricovero avanzate dai volontari del canile vengano "troppo spesso" rimandate al mittente non è una novità. Novi ha già posto il problema con una lettera aperta al sindaco Marino e al direttore generale della Asl Roma d, Vincenzo Panella, per denunciare il mal funzionamento del presidio veterinario in loco. Un servizio ridotto talmente all'osso che i volontari sono costretti a pagare di tasca loro gli interventi urgenti, quelli necessari a salvare gli animali in fin da vita. Proposta, quella dell'autofinanziamento, utilizzata anche nel caso di Juri.
"Ci siamo messi a disposizione per sostenere le spese del ricovero - spiega Novi - ma improvvisamente il ricovero non era più necessario e hanno continuato a voler gestire il cane in canile. Ci siamo dovuti fermare per evitare – come successo in passato – che il Direttore ASL RMD di Muratella ci accusasse di fare scelte non indicate dai veterinari".
Ed è così che Juri è rimasto da giovedì sera in un corridoio di Muratella, "perché la ASL – che alle 19 di sera lascia il canile – voleva “tenerlo sotto controllo”. La mattina di sabato 21 giugno è stato trovato morto. Un decesso che non fa che rinfocolare una polemica che arde da settimane.
LA POLEMICA - “E’ in corso un teatro dell’assurdo dove Roma Capitale, proprietario degli animali e delle strutture di accoglienza, ha abdicato il suo ruolo di custode degli animali e ha delegato un dirigente della ASL a decidere della vita e della morte degli animali, già residenti nei canili o che dovrebbero entrare. Il ruolo dell’AVCPP – che dal 2008 ha speso 370.000 euro per curare i cani e i gatti di Roma Capitale – è vessato e osteggiato. E questo è il risultato".
Il caso di Juri finirà in Procura. "Abbiamo dato mandato ai nostri legali di procedere con una informativa - continua Novi - Torniamo a chiedere al Direttore Generale della ASL RMD di procedere senza indugi alla nomina di un responsabile che trasformi Muratella nell’ospedale veterinario che i cittadini e gli animali della nostra città meritano di avere. E torniamo a chiedere al Sindaco Marino di nominare quel “delegato del Sindaco per la garanzia dei diritti degli animali”, promesso in campagna elettorale, che sappia rifondare l’Ufficio Diritti degli Animali con persone competenti ed appassionate e dare quel respiro, e soprattutto quei fatti, che erano stati promessi. E soprattutto per i quali il Sindaco, un anno fa, è stato votato. I volontari, i cittadini, ci sono e sono disponibili a fare la loro parte. Anche a costo di lottare contro le Istituzioni”.
Solo la storia di un animale malato, vecchio, o semplicemente sfortunato? Non per chi vi legge "l'ennesima dimostrazione della malagestione dei canili comunali". "Chi avrebbe dovuto tutelarlo ci ha impedito di proteggerlo”. Simona Novi, Presidente dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (AVCPP), la onlus no profit romana che dal 1997 gestisce i quattro canili comunali romani, racconta di Juri. E della fotografia di un sistema "che non funziona più".
LA STORIA DI JURI - “Giovedì 19 giugno, Juri è stato colpito da una patologia mortale, la dilatazione dello stomaco. I veterinari ASL RMD di Muratella lo hanno decompresso ma in questi casi il monitoraggio in una clinica è essenziale e lo stesso medico lo ha evidenziato. Abbiamo chiesto alla ASL di ricoverarlo. Il responsabile ha rifiutato".
IN LOTTA CON LA ASL - Che le richieste di ricovero avanzate dai volontari del canile vengano "troppo spesso" rimandate al mittente non è una novità. Novi ha già posto il problema con una lettera aperta al sindaco Marino e al direttore generale della Asl Roma d, Vincenzo Panella, per denunciare il mal funzionamento del presidio veterinario in loco. Un servizio ridotto talmente all'osso che i volontari sono costretti a pagare di tasca loro gli interventi urgenti, quelli necessari a salvare gli animali in fin da vita. Proposta, quella dell'autofinanziamento, utilizzata anche nel caso di Juri.
"Ci siamo messi a disposizione per sostenere le spese del ricovero - spiega Novi - ma improvvisamente il ricovero non era più necessario e hanno continuato a voler gestire il cane in canile. Ci siamo dovuti fermare per evitare – come successo in passato – che il Direttore ASL RMD di Muratella ci accusasse di fare scelte non indicate dai veterinari".
Ed è così che Juri è rimasto da giovedì sera in un corridoio di Muratella, "perché la ASL – che alle 19 di sera lascia il canile – voleva “tenerlo sotto controllo”. La mattina di sabato 21 giugno è stato trovato morto. Un decesso che non fa che rinfocolare una polemica che arde da settimane.
LA POLEMICA - “E’ in corso un teatro dell’assurdo dove Roma Capitale, proprietario degli animali e delle strutture di accoglienza, ha abdicato il suo ruolo di custode degli animali e ha delegato un dirigente della ASL a decidere della vita e della morte degli animali, già residenti nei canili o che dovrebbero entrare. Il ruolo dell’AVCPP – che dal 2008 ha speso 370.000 euro per curare i cani e i gatti di Roma Capitale – è vessato e osteggiato. E questo è il risultato".
Il caso di Juri finirà in Procura. "Abbiamo dato mandato ai nostri legali di procedere con una informativa - continua Novi - Torniamo a chiedere al Direttore Generale della ASL RMD di procedere senza indugi alla nomina di un responsabile che trasformi Muratella nell’ospedale veterinario che i cittadini e gli animali della nostra città meritano di avere. E torniamo a chiedere al Sindaco Marino di nominare quel “delegato del Sindaco per la garanzia dei diritti degli animali”, promesso in campagna elettorale, che sappia rifondare l’Ufficio Diritti degli Animali con persone competenti ed appassionate e dare quel respiro, e soprattutto quei fatti, che erano stati promessi. E soprattutto per i quali il Sindaco, un anno fa, è stato votato. I volontari, i cittadini, ci sono e sono disponibili a fare la loro parte. Anche a costo di lottare contro le Istituzioni”.
Ove ci sia una falla nel sistema di gestione dell'ospedale USL della Muratella conviene approfondire.
Devo farlo pensando che forse è stata proprio la cattiva gestione di quel luogo a non lasciare speranza al mio Atomo. Glielo devo.

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