martedì 1 dicembre 2015

Le lunghe attese nei corridoi ED del San Camillo

16 ore dall' accettazione presso il Pronto Soccorso  dell'Azienda Ospedaliera San Camillo in Roma non devono certamente scorrere veloci per un paziente anziano che, provato già da due infarti passati, si ritrova nella situazione spiacevole di stazionamento presso i corridoi ED ( Emergency Department), il Boarding, pratica malsana applicata anche negli ospedali statunitensi figlia del malfunzionamento della sanità e/o della riduzione dei posti letto, pochi, troppo pochi in realtà data l'incapacità del Sistema di gestire i picchi di afflusso improvvisi all'interno dei PS. Questo scritto non riflette uno stato d'animo negativo circa l'incapacità dei singoli operatori medici ad interpretare il tanto decantato Giuramento di Ippocrate: quel che si intende toccare è un ambito superiore, la base stessa dell'intero sistema ospedaliero, le fondamenta di un'opera che scarseggia in molti lidi nazionali, europei e oltreoceano.
Immagine tratta da http://www.romatoday.it/
 I tagli maledetti alla sanità non possono sanare queste mancanze strutturali così il risultato odierno assume le sembianze di un veicolo sì d'élite ma privo di motore: una struttura ospedaliera può godere quanto vuole della sua apparenza strutturale ma non è necessario scavare così in profondità per accorgersi delle innumerevoli carenze di gestione che portano non esclusivamente a uno status di sfiducia verso l'intero sistema ma anche e sopratutto all'impossibilità di perseguire uno degli obiettivi principali del triage: l'osservanza psicologica del malato con conseguente riduzione di ansia e stress dovuti a trauma o malattia, sintomatologia che può peggiorare nel caso di pazienti con già alle spalle problematiche di questo tipo. Chiaro che la pratica del boarding, ove questa superi le se ore, può rasentare l'inosservanza di un articolo fondamentale che spiega quale sia l'obbligo dello Stato ossia "... tutelare la salute come fondamentale diritto dell'uomo e della collettività..." (articolo 32 Costituzione Italiana).

lunedì 21 settembre 2015

Al limit(e)ar

Al limitar del cammino di mezza vita(1) rifletto sull'ipotetico e tanto bramato momento di pausa che avevo promesso a me stessa di prendere allora al (già) limitar della fine del primo ventennio. Di acqua sotto i ponti ne è passata così come vicissitudini, nascite, riflessioni, sguardi, abbracci, urla, fine e rinascite.

Per ogni dolore un marchio indelebile sulla pelle, per ogni lacrima un differente oblio.
Osservo intorno a me le stesse pareti che hanno cambiato solo pelle ma non lo scheletro e dico a me stessa che alla fine sono ancora qui e che la fine stessa è ancora solo un pensiero separato dalla realtà. Non abbiate timore e che non vi sfiori lontanamente il pensiero di un mio folle gesto che conduca la mia persona verso il nulla ma da qualche tempo...anzi no rettifico...conosco bene l'esatto istante in cui ho perduto la speranza del "dopo". Lasciare così una frase è un atto imperdonabile ma seguire il filo di "quel" discorso potrebbe portare il lettore verso lidi che non ho alcuna intenzione di far toccare. Per farla breve questo notturno spetta al sunto dei miei primi 39 anni(2) passati altalenando tra la tranquillità della braccia di mammà e il disagio provato per un compleanno che manca dello spirito di quegli anni in cui non ci voleva poi molto fiato a spegnere le poche fiamme accese. Sento che manca il pathos, sento gli anni sgretolarsi e dissolversi la gioia per una festa. Una spugna carica di acqua che chiede solo di essere privata di quel peso e vorrei...sì vorrei dimenticare tutto ciò che ho imparato dalla vita e regredire fino ai primi passi per rivivere tutto quanto, per provare ex novo i battiti accellerati e ritrovare la preghiera perduta, per assistere nuovamente alla nascita dei miei figli, per abbracciare nuovamente persone che mai più riabbraccerò, per sbagliare ed imparare dagli sbagli. Non dovrei...no non dovrei sminuire il giorno di festa che mi (a)spetta. Forza su...è stato un attimo, una riflessione buttata là. Torno da voi con il sorriso che vi ha sempre confortato e l'abbraccio sincero. Aspettate...non correte...fatemi rimettere in fila.



1)statisticamente parlando gli stati per speranza di vita alla nascita del sesso femmimile al 2015 

2) Ma chi te lo ha chiesto!

giovedì 10 settembre 2015

Riflessioni impossibili da tenere ferme nel proprio io.

E' un'imperfezione la vita nei suoi istanti mutevoli e nelle parole celate dietro un sorriso apparente, lungo il nastro che scorre veloce, dietro un flashback e un canto liberatorio.
Riesco tuttavia a vederla come un miracolo concesso, una gioia che sovrasta montagne di dolori e privazioni:  nonostante il mancato raggiungimento di un obiettivo ci facciamo forza percorrendo strade a senso unico e dimenticando il senso e il perchè del nostro rincorrere perpetuo.
Molti riescono a tendere una mano e condividere la propria gloria, altri preferiscono l'isolamento e lo sguardo  altrui sembra pesare loro come un macigno.
Molti si aggrappano al cielo relegando pensieri terreni al cospetto di una volontà divina altri si sentono persi nel proprio io credendo che esso sia il centro del mondo.
Alcuni amano e lo portano dentro piangendo nei tramonti infuocati e sorridendo durante le albe estive, altri scelgono il nero livore per l'anima altrui.
Consapevoli o inconsapevoli  dell'imperfezione somigliamo a uno stormo confuso di uccelli che compie acrobazie fatte di andate e ritorni, di salite e discese pericolose.
E' la varietà a giocare a nostro favore, è l'istante mutevole che non lascia spazio alla prevedibilità, è la VITA.

mercoledì 26 agosto 2015

Marciapiedi fantasma in Via Casal Lumbroso


Il Sole picchia forte in questa giornata d'agosto e l'afa toglie il respiro. Poggiata su un muretto di cemento tengo gli occhi ben aperti stando ben attenta a rimanere entro la linea bianca che divide la carreggiata dal metro quadro adibito a fermata dell'autobus. Lontane dagli occhi ma non dal pensiero sono le comode pensiline posizionate nelle fermate di quartieri probabilmente "migliori" del mio in cui il decoro urbano si esprime anche in giardini curati e strade degnamente asfaltate. Gli anziani e i bambini siedono comodamente in attesa dell'autobus raccontandosi se capita scene di vita passate o attuali normalissime o forrestgumpiane che siano. Lo scambio culturale è alla base di una società evoluta e ogni luogo dovrebbe essere improntate su questo semplice ma attualissimo concetto. Anche una semplice panchina può diventare simbolo di continuazione evolutiva.
Una breve brezza porta via ciò che rimane dei miei pensieri perché la distrazione nell'attesa può generare pericolo. Nel mentre una automobile bianca sfreccia veloce a un metro dalla mia bambina che mi accompagna in questa commissione odierna poi un camion dell'Ama e ancora automobili...tutto a pochi passi da noi.  Quel tratto di strada come tanti altri in Via Casal Lumbroso è privo di marciapiede e i pedoni sono costretti a percorrere spazi veramente stretti tra i muri di cemento e carreggiata: parliamo di 30 cm al massimo che un  guidatore disattento può invadere colpendo i pedoni. 





Questione di coscienza o semplicemente di rispetto del codice stradale. Sta di fatto che il rispetto delle regole in primis e della vita altrui deve provenire dall'alto, in questo caso Circoscrizione di appartenenza e Comune di Roma i quali peccano molte volte di noncuranza e superficialità, atteggiamenti poco consoni e privi di etica. In un'Italia vessata e derisa da molte bandiere, sottoposta al modus del "figli e figliastri" sembra non trovare spazio neanche il rispetto della vita stessa e il cittadino provato stanco ormai delle opere post "disastri" chiede interventi in tempo reale.
Un grande personaggio quale Albert Einstein affermava tempo fa " Gli intellettuali risolvono i problemi; i geni li prevengono". Aveva colto il punto.
Non ci vuole un genio per capirlo.

mercoledì 5 agosto 2015

Campo Rom La Monachina, biglietto da visita dei quartieri Massimina e Casal Lumbroso

Per chi proviene da Casal Lumbroso le possibilità stradali per giungere sulla strada Aurelia sono due: proseguire sulla parallela di Via Romano Guerra verso nord e svoltare poi a destra su Via Pasquale Pasquini che termina con una sopraelevata per inversione di marcia oppure percorrere Via di Casal Lumbroso fino al ponte della Monachina seguendo Via della Monachina, strada che si immette sulla grande arteria stradale direzione Civitavecchia. Questa piccola premessa si rende necessaria per comprendere meglio la natura del problema che si andrà ad affrontare oggi: il degrado “umano” che persiste in una zona periferica di Roma in cui hanno preso vita tempo fa due quartieri rinomati come la Massimina e Casal Lumbroso, conosciuti come luoghi più che provati dalla discarica più grande d'Europa: Malagrotta. Come detto poc'anzi entrambe le scelte direzionali portano nella retta via ma non senza guardare in faccia a una realtà che è da tempo sotto gli occhi di tutti indistintamente, residenti, forze dell'ordine e “persone di passaggio”: prostituzione e presenza sul territorio di un campo Rom abusivo ma “tollerato”. La strada che ho deciso di intraprendere oggi è quella che porta a la Monachina, sede del campo allestito anni fa con propositi che ancora oggi faccio fatica a immaginare ma che esiste e che sembra essere il biglietto da visita dei nostri quartieri in quanto primo fermo immagine che salta agli occhi a un viaggiatore proveniente da Roma. 



Baracche e roulotte sono da anni le abitazioni di bambini e adulti stipati in questo campo abusivo lontano dagli occhi e dal cuore dei potenti. Un'auto percorre lentamente Via della Monachina incredulo e forse arrabbiato nel veder correre bambini tra materassi abbandonati sul bordo della strada e cassonetti colmi di immondizia pronti a bruciare al calar del Sole. Sporcizia, degrado a 360 gradi, una bolgia infernale che d'estate diventa rovente e d'inverno fredda come il ghiaccio. Lo sguardo di un bimbo mi riporta sulla Terra e nei suoi occhi vedo il mio stesso sguardo, lo stesso desiderio di prendere il volo e planare verso giardini fioriti pensando che questo debba essere l'esatto vissuto di un bambino della sua età.
La mia auto procede verso l'Aurelia e dallo specchietto retrovisore lo vedo salire su una bici e pedalare tra una bottiglia di vetro e una busta piene di immondizia. E' il suo percorso, una strada lontana dagli occhi e dal cuore di chi ha il potere di cambiare.

lunedì 3 agosto 2015

Luna e Pianeti a Massimina 1 Agosto 2015

Vivere oggi i quartieri di Massimina e Casal Lumbroso significa sentire sulla pelle quotidianamente cicatrici di antichi disagi e ferite aperte che fanno fatica a rimarginarsi. Gli anni della maledetta discarica hanno lasciato i pronte indelebili sul territorio ove l'ambiente soffre ancora delle scelte sbagliate di alcuni mossi esclusivamente dai fatidici ritorni economici in barba ai danni derivati da questi ultimi. Eppure ironia della sorte una volta sorpassato il pericolo ecco che ne giungono altri simili al precedente anche se in forma minore; così l'abitudine di vivere ormai nel degrado torna nelle presente nelle (nulle)coscienze di alcuni che sembrano voler rinnegare quello che tutti noi definiamo il"vivere civile". Così non è difficile veder gettati rifiuti di ogni sorta lungo le strade del territorio e in alcuni punti scelti come nuove discariche a cielo aperto. Così come non è difficile assistere allo scempio dei roghi tossici che prende forma a cadenza  settimanale a "La Monachina" proprio di fronte al Campo abusivo (ma tollerato) dei Rom. Nuvole di fumo nero sono il prodotto della combustione illecita di scarti e rifiuti ingombranti che i cittadini e probabilmente anche i residenti del campo, in una sorta di compartecipazione abusiva, gettano e bruciano poi. Nuvole di fumo quindi si infiltrano lungo le strade portando con sé tutta la tossicità del caso, oscurando tramonti degni di un quadro impressionista  nel quale cielo e terra si perdono nei loro stessi contorni.

Superando gli scogli ambientali e i disagi del caso lassù oltre le nubi le stelle rimangono a guardare i poveri mortali incapaci di gestire il dono prezioso che la natura stessa ha fatto loro. L'attesa che porta al miglioramento è un sentiero in cui la boscaglia impone più di uno stop e pause lunghe anche viaggiatore che abbia deciso di marciare diritto. Così è sufficiente una passione datata e uno strumento ottico adeguato per trasformare poche ore in sorrisi innocenti: la serata del 1 Giungo 2015 è stata scelta da me medesima nel rispetto dell'ideale preposto ossia l'osservazione della Luna da parte dei bambini dei rispettivi quartieri, Massimina e Casal Lumbroso.

Accompagnati dai genitori e dai nonni sono giunti a Via Ildebrando, punto di ritrovo dal quale poi ci siamo spostati per raggiungere la postazione prefissata più lontana possibile dall'inquinamento luminoso causato dai lampioni stradali. Qualche minuto con lo sguardo verso l'alto in attesa che la Luna spunti tra una nuvola e l'altra. Finalmente il sogno si avvera e non faccio altro che puntare con il telescopio KonusMotor-130 verso di lei, posizionare sul focheggiatore prima un oculare da 17mm e uno da 10mm poi per far provare quindi a tutti i presenti la stessa sensazione di pace che mi capita di avvertire durante le osservazioni alla volta celeste. I sorrisi dei bambini sono il regalo della vita, la forza per andare avanti  e la speranza per un futuro migliore. Ogni sorriso è un sorriso nuovo, un diamante che splende come le luci del cielo al quale conviene rimettersi dico sempre nei momenti più bui per ritrovare lo splendore perduto.
Una serata piacevole e istruttiva (per me naturalmente) che proverò a ripetere nei mesi a venire.

Lascio a disposizione di voi tutti un piccolo volume sulla Luna (in questo caso virtuale leggibile e scaricabile cliccando sul link seguente) che ho consegnato anche in forma cartacea ai partecipanti della serata del 1 Agosto.


Alla prossima.

giovedì 25 giugno 2015

Una morte che forse si poteva evitare

Questo post è interamente dedicato alla spiacevole e ingiusta vicenda che riguarda il mio tanto adorato Atomo, gattino persiano nato in casa dalla mia gatta persiana nei primi giorni di aprile. Dopo quasi tre mesi di vita sana e vispa Atomo inizia un percorso decrescente che lo porterà inesorabilmente alla fine. I primi sintomi sono inappetenza e letargia. La ciotola rimane a fine serata ancora piena dei croccantini e il piccolo riposa sul lettone senza fare troppi movimenti. Superato lo scoglio della valutazione decido, il giorno seguente, di portare Atomo all'Ospedale Veterinario USL che opera per l'intero territorio del Comune di Roma e di Fiumicino all'interno delle strutture della Muratella che comprendono anche il "Canile Rifugio" gestito dal Comune di Roma.  Le prestazioni assicurate sul territorio sono:

  • controllo del randagismo canino;
  • anagrafe canina e ricerche di proprietari per ritrovati vaganti;
  • sorveglianza e profilassi antirabbica (controllo dei cani morsicatori);
  • sorveglianza e profilassi delle zoonosi degli animali d'affezione;
  • controllo demografico ed assistenza zooiatrica sulle colonie feline (solo territorio RM/D);
  • diagnosi e cura degli animali d'affezione (randagi e di proprietà);
  • controlli etologici degli animali d'affezione.
Pagata alla cassa la tariffa relativa alla visita ambulatoriale (24,40 euro) Atomo viene visitato prima da un veterinario che dopo aver auscultato cuore e polmoni, misurata la febbre conferma una insufficienza polmonare ma chiede un consulto anche a un secondo veterinario che accertando lo stato di shock e una forte anemia procede con un'iniezione di Bentelan. Lascia un'ora il gattino a riposare nella cuccia e infine consiglia una cura antibiotica da effettuarsi a domicilio con il medicinale Ceftriaxone iniettabile con la seguente posologia 0,1 ogni 12 ore X 7 gg.



Alla domanda "non crede che un'ecografia potrebbe essere risolutiva nella diagnosi della malattia?" il veterinario risponde con un " non è presente l'ecografista oggi. Torni lunedì alle 14 e potremo farla".
Il medico si rende disponibile lasciando il suo recapito telefonico.
Atomo torna a casa e inizio la cura con Ceftriaxone effettuando un iniezione come da prassi sottocutanea all'altezza della cicollottola.
La notte passa tranquilla, Atomo sembra aver riacquistato un pò di appetito e mangia qualche crocca dalla ciotola ma rimane debole e passa le ore dormendo. Tra una pausa onirica e l'altra si avvicina alla ciotola dell'acqua spinto probabilmente da una forte sete.
Sono le 23 di sabato sera. Atomo è steso di lato sul letto immobile con gli occhietti ancora aperti. Un dolore forte e una lacrima bagna il mo viso.
Scrivo questo testo denuncia ancora scossa dal triste evento poiché ritengo inadeguate le cure prestate presso l'ambulatorio USL del Canile della Muratella. Ciò che sono mancati sono stati i controlli del sangue e un'ecografia non eseguita data l'assenza in loco della strumentazione di indagine diagnostica.
Cercando sul web ho raggiunto un articolo denuncia del 27 giugno 2014 in cui si spiega la vicenda di un pastore tedesco morto proprio al Canile Muratella. La denuncia Juri, il pastore tedesco morto al canile Muratella: "Ucciso dalla malagestione della Asl"
La denuncia arriva da Simona Novi, presidente di Avcpp, onlus che gestisce i canili comunali dal 1997.

 i, il pastore tedesco morto al canile Muratella: "Ucciso dalla malagestione della Asl"

"Un pastore tedesco di nove anni, sequestrato alla padrona per maltrattamenti, è arrivato a Muratella sperando di salvarsi, di essere curato e di trovare qualcuno disposto all'adozione. E invece è morto in pochi mesi, dopo una torsione dello stomaco fatale, una grave patologia che colpisce per ragioni non ben note cani di taglia medio grande.
Solo la storia di un animale malato, vecchio, o semplicemente sfortunato? Non per chi vi legge "l'ennesima dimostrazione della malagestione dei canili comunali". "Chi avrebbe dovuto tutelarlo ci ha impedito di proteggerlo”. Simona Novi, Presidente dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (AVCPP), la onlus no profit romana che dal 1997 gestisce i quattro canili comunali romani, racconta di Juri. E della fotografia di un sistema "che non funziona più".   
LA STORIA DI JURI - “Giovedì 19 giugno, Juri è stato colpito da una patologia mortale, la dilatazione dello stomaco. I veterinari ASL RMD di Muratella lo hanno decompresso ma in questi casi il monitoraggio in una clinica è essenziale e lo stesso medico lo ha evidenziato. Abbiamo chiesto alla ASL di ricoverarlo. Il responsabile ha rifiutato". 
IN LOTTA CON LA ASL - Che le richieste di ricovero avanzate dai volontari del canile vengano "troppo spesso" rimandate al mittente non è una novità. Novi ha già posto il problema con una lettera aperta al sindaco Marino e al direttore generale della Asl Roma d, Vincenzo Panella, per denunciare il mal funzionamento del presidio veterinario in loco. Un servizio ridotto talmente all'osso che i volontari sono costretti a pagare di tasca loro gli interventi urgenti, quelli necessari a salvare gli animali in fin da vita. Proposta, quella dell'autofinanziamento, utilizzata anche nel caso di Juri
"Ci siamo messi a disposizione per sostenere le spese del ricovero - spiega Novi - ma improvvisamente il ricovero non era più necessario e hanno continuato a voler gestire il cane in canile. Ci siamo dovuti fermare per evitare – come successo in passato – che il Direttore ASL RMD di Muratella ci accusasse di fare scelte non indicate dai veterinari".
Ed è così che Juri è rimasto da giovedì sera in un corridoio di Muratella, "perché la ASL – che alle 19 di sera lascia il canile – voleva “tenerlo sotto controllo”. La mattina di sabato 21 giugno è stato trovato morto. Un decesso che non fa che rinfocolare una polemica che arde da settimane.  
LA POLEMICA - “E’ in corso un teatro dell’assurdo dove Roma Capitale, proprietario degli animali e delle strutture di accoglienza, ha abdicato il suo ruolo di custode degli animali e ha delegato un dirigente della ASL a decidere della vita e della morte degli animali, già residenti nei canili o che dovrebbero entrare. Il ruolo dell’AVCPP – che dal 2008 ha speso 370.000 euro per curare i cani e i gatti di Roma Capitale – è vessato e osteggiato. E questo è il risultato". 
Il caso di Juri finirà in Procura. "Abbiamo dato mandato ai nostri legali di procedere con una informativa - continua Novi - Torniamo a chiedere al Direttore Generale della ASL RMD di procedere senza indugi alla nomina di un responsabile che trasformi Muratella nell’ospedale veterinario che i cittadini e gli animali della nostra città meritano di avere. E torniamo a chiedere al Sindaco Marino di nominare quel “delegato del Sindaco per la garanzia dei diritti degli animali”, promesso in campagna elettorale, che sappia rifondare l’Ufficio Diritti degli Animali con persone competenti ed appassionate e dare quel respiro, e soprattutto quei fatti, che erano stati promessi. E soprattutto per i quali il Sindaco, un anno fa, è stato votato. I volontari, i cittadini, ci sono e sono disponibili a fare la loro parte. Anche a costo di lottare contro le Istituzioni”. 

Ove ci sia una falla nel sistema di gestione dell'ospedale USL della Muratella conviene approfondire.
Devo farlo pensando che forse è stata proprio la cattiva gestione di quel luogo a non lasciare speranza al mio Atomo. Glielo devo.

mercoledì 24 giugno 2015

Luna e degrado a Massimina

Ammiro la Luna per l'ennesima volta. Sembra quasi implodere nella sua stessa espressione malinconica che mostra nel lato visibile da un tempo che rasenta l'infinito se rapportato alle umane vicissitudini. Sento la necessità di toccare la velocità di fuga per silenziare il fastidioso ticchettio del tempo che rivela un percorso già delineato dai tratti del mio destino. A breve sarà predominante la volontà di uscire a respirare quel che resta di un'aria sporca spinta fin qui dai venti beffardi. Stranamente i fiori nati dai bulbi piantati nei vasi resistono a cotanta ingiustizia ed esplodono nei colori tenui resi noti dai pallidi raggi lunari. Non mi accontento di rimanere a guardare e neanche il tempo per riflettere un altro po' che mi ritrovo già seduta sul sedile della mia auto pronta per una nuova serata di ricognizione. Mentre lascio alle mie spalle i lampioni accesi della mia via provo a immaginare il percorso da seguire e le zone in cui sostare sicura nei momenti di stazionamento e di controllo. Un gattino tigrato si avvicina cauto sul limitar di Casal Lumbroso, il suo istinto stasera gli salverà la vita. Poco dopo una macchina sfreccia a tutta velocità e scompare dietro una curva. Il tragitto che porta al Campo La Monachina si può dire breve. Salutano il mio arrivo due randagi che camminano in coppia a mo di protezione reciproca probabilmente in cerca di cibo. Un residuo di fumo proveniente da uno dei secchioni posti vicino al Campo viene rivelato dai fari della mia auto. Immagino la pira di fuoco dei qualche ora prima; plastica che brucia, altro odore marcio che si sposa a quello già mortificante proveniente dalla discarica più grande d'Europa, Malagrotta. Ciò che manca a molti di noi è il pensiero del futuro, un progetto di vita che non riguardi solo il singolo ma che si estenda a macchia d'olio all'intera comunità, un principio sano che trovi spazio nella cura ambientale dei nostri luoghi. Così si mostra ultimamente il quartiere, molteplici discariche a cielo aperto, sacchi pieni di marciume gettati ai bordi delle strade, tra le piante genitrici di vita ma lontane delle proprie abitazioni. L'importante è non vedere lo scempio commesso da mani irrispettose.
Cerco la Luna ormai alta nel cielo, luminosa e intoccabile.
Molte volte il cielo ha sanato l'orgoglio umano.
Rimetto a lui anche stasera i miei progetti e le mie speranze. 


I bambini e la questua

Questione spinosa quella l'accattonaggio con minori, un argomento che tocca da vicino chiunque contenga all'interno della cassa toracica un cuore unitamente a un sentimento di benevolenza verso un bambino incapace di decidere le sue sorti in forma autonoma e che per questo si affida alle cure generose di un genitore il cui compito è tutelare la sua esistenza e far sì che la sua crescita avvenga nella maniera più sana possibile. Non sono poi così lontani i tempi in cui nella nostra italianissima penisola un bambino coadiuvava il lavoro di un adulto tra una spiga di grano e l'altra sorpassando il diritto a un'infanzia priva di responsabilità. Oggi il processo di evoluzione sociale si basa fortunatamente sul modello di scolarizzazione che prevede un piano di studio che comincia in tenera età e termina ad adolescenza inoltrata. Il lavoro come sostentamento diventa poi l'iter necessario alla sopravvivenza del singolo in una società che non lascia spazio a vuoti monetari. Eppure in una metropoli ricca di passato come quella di Roma ma diretta verso il progresso sembra perdersi nelle lacune di culture arrugginite che fanno fatica ancora oggi a seguire i passi veloci dell'evoluzione. Stipati nelle periferie romane, lontani e dalla folla di turisti che calpestano gli antichi sanpietrini e dallo sguardo dei "caputani" i Rom sembrano far parte di una dimensione parallela. Monili dorati e roulotte ferme anni all'interno di campi isolati in cui il degrado regna sovrano. Ci si sposta in centro a gruppi procedendo verso luoghi più affollati in cui un turista caritatevole possa rispondere alla preghiera di due occhi innocenti con un soldo o un pezzo di pane. I fumi di scarico penetrano tra i capelli e lo sporco dei marciapiedi colora la vesti di nero. Arriva la pioggia a lavare le coscienze e poi di corsa a casa per tornare bambini e acquisire il diritto a una corsa tra fanghi e ortica.

Punibile come reato ai sensi dell'articolo 671 del Codice Penale l'accattonaggio con minori a seguito è una ferita ancora aperta impossibile da curare con l'indifferenza. Lontano dalla soggezione continuativa di cui tratta l'articolo 600 del Codice Penale questa forma di questua non è accettabile come deterrente al sostentamento familiare né come cultura che trovi origine nel passato poiché il minore deve godere della tutela da parte dell'adulto senziente. Così come è palese l'impossibilità dell'infante di decidere per sé stesso allora è decisiva la volontà del genitore della scelta dell'elemosina piuttosto che quella della scolarizzazione. Manca una mano ferma e decisiva e il tempo scorre. Il mio grido si esprime con un NO alla permanenza della popolazione Rom nei campi lager, il mio è un grido che sfocia nel NO allo sfruttamento di minori.