lunedì 27 giugno 2016

I Giovanissimi laziali 2003 si aggiudicano il 1° posto al Torneo Maurizio Riccardi

Volano le piccole aquile del Settore Giovanile della Lazio 2003 che si aggiudicano il Trofeo del "Torneo Maurizio Riccardi" scalzando ai rigori il Romulea Calcio.



Il volo maestoso degli aquilotti, guidati dal preziosissimo Mister Bellatreccia, ha emozionato fortemente tutti coloro che hanno assistito alla Finalissima del Torneo Maurizio Riccardi, tenutasi ieri, 26 Giugno 2016, presso il Campo Sportivo Libertas Centocelle, tra i "giovanissimi" della Lazio e quelli della Romulea Calcio.





E' stato un match rigoroso e tecnicamente valido per i giovani laziali che, grazie all'ottimo lavoro difensivo di Randò, Cera, Zucchelli e Ferrato e al Gol tanto agognato nel Secondo Tempo da parte del capitano Zucchelli, sono riusciti ad aggiudicarsi la vittoria ai rigori grazie anche all'ottimo Pierri che ha parato due rigori su tre.   


Un finale di stagione più che positivo dunque per i Giovanissimi della Lazio reduci anche della vittoria del fair play regionale, espressione e risultato del grande lavoro del tecnico e dei dirigenti di squadra ai quali va un plauso per l'impegno e la pazienza dimostrata durante l'intera stagione sportiva.



lunedì 20 giugno 2016

IV Area Atac, i limiti imposti sull'Aspettativa non retribuita

Nel giorno in cui la Capitale festeggia l’avvento della grillina Virginia Raggi, promossa a Sindaco di Roma, altre piccole, ma non meno rilevanti, realtà vengono a galla in quel dell’Azienda Trasporti di Roma, la mia patria lavorativa, un’azienda che è stata luogo di accadimenti PIU’  o meno discutibili da parte

dell’amministrazione e del settore dirigenziale, figlio di Parentopoli e di continui cambi di posizione in vista di scelte politiche e sindacali, scelte che hanno in quasi sempre eluso la volontà del lavoratore emarginato nei settori più disparati tra i quali spicca per eccellenza la IV Area, i quasi 500 dipendenti che operano nella “Mobilità” Atac, gli “invisibili”, figli della noncuranza e degli indegni accordi sindacali  che hanno permesso negli anni una dequalificazione progressiva sino alle condizioni attuali: parliamo degli ex dipendenti della miriade di società che un tempo gestivano i parcheggi a pagamento di Roma,
confluiti nella Sta, poi assorbita da Atac: Parliamo degli ex dipendenti della Erg, la società che gestiva il sistema dei bigllietti di Atac, parliamo degli assunti negli anni 2003 e 2004 con il parametro “minimo” 116 che ad oggi hanno toccato con mano l’inaccessibilità di una riqualificazione contrattuale e di un improbabile iter carrieristico che porti alla fuga da un parametro che mortifica anche il lavoratore meno abile.


Tra questi “bassi” spicca oggi, mi perdonerete l’ossimoro calzante, un fatto che ha coinvolto la mia persona, anche io figlia “invisibile” dell’Azienda Trasporti, dipendente presso la IV Area, reduce da un accadimento ancora in fase di accertamento circa le modalità di gestione da parte dell’amministrazione ma certo nell’esito, negativo dopo una richiesta di aspettativa di un mese presentata su carta i primi giorni del mese di maggio 2016 e negata verbalmente dopo lo scadere dei termini a seguito di miei svariati appelli antecedenti a tale data, passati inosservati a causa di protocolli ritardatari e fogli perduti nel lungo iter da quel del luogo di lavoro agli uffici siti in Via Prenestina.  Un’aspettativa negata, sembra, per ritardi nelle tempistiche e un invito quindi a formulare, in forma scritta presso gli uffici amministrativi, una richiesta di aspettativa ex novo per una data fattibile, trovata poi nel 20 di Giugno.

I 6 mesi concessi, dietro verifica aziendale, alle migliaia di dipendenti Atac, previsti da contratto possono essere defini in altri termini come “l’abbandono dell'attività lavorativa per un determinato periodo di tempo( senza per questo perdere il posto) è previsto dalla Legge che permette al  lavoratore di poter richiedere al proprio datore di lavoro un periodo di aspettativa la cui durata è stabilita dalla legge stessa e durante il quale non ha diritto alla retribuzione ma solo alla conservazione del posto di lavoro”.

Segue così che anche per questa mia nuova richiesta una lunga attesa in cui il giorno di inizio aspettativa si avvicinava senza una riposta scritta né verbale.
E’ stata mia premura contattare chi di competenza per ricevere un esito, dato per certo verbalmente il giorno in cui è stato presentato presso gli uffici ma negato sempre verbalmente a scadenza dei termini il 20 Giugno, data di inizio decorrenza dell’aspettativa richiesta.
Ed è qui che entra in gioco ancora la sfortunata IV Area, l’unica sembra ad essere discriminata nelle modalità dell’aspettativa stessa che non può venire frazionata (avevo già usufruito in passato di 4 mesi dilazionati) secondo il nuovo contratto che porta la data del 2013.

Chiaro quindi che i due mesi di aspettativa rimanenti sono perduti senza se e senza ma.

Un pensiero va inevitabilmente ai miei fratelli di battaglia, agli emarginati della IV Area, prigione dalla quale oggi sembra impossibile evadere, luogo in cui vengono messe in atto discriminazioni senza eguali.
Chi riuscirà a portare avanti la nostra bandiera? Si attendono volontari che riescano a gridare il nostro credo senza abbassare la testa di fronte ad ostacoli e vessazioni.

Ci vuole coraggio e spirito da guerriero.

Io sono pronta e voi?



martedì 14 giugno 2016

Il curioso caso di Frane Selak, l'uomo più (s)fortunato del mondo

Classe 1929, Frane Selak può essere considerato l'uomo più fortunato e sfortunato al mondo. A seconda del punto di vista con cui si guarda la questione, risulta comunque chiara la particolarità del vissuto di questo insegnante di musica croato che, per ben sette volte è riuscito a sfuggire alla morte in incidenti, chiamiamoli di "percorso", dai quali generalmente risulta difficile uscirne illesi: riuscire a raccontare esperienze quali il deragliamento di un treno, un disastro aereo e vari incidenti automobilistici sembra quasi rasentare la fantascienza eppure il protagonista di questa "storia" non è certamente frutto della mente di qualche scrittore in vena di pessimismo.

Facciamo due passi indietro sino al 1962 quando, in una fredda giornata di gennaio come tante, Mr Selak sedeva comodamente sui sedili di un treno che finì la sua corsa, deragliando, su un lago ghiacciato: fu un terribile incidente in cui persero la vita 13 persone tranne lui, Frane Selak, che se la cavò semplicemente con un braccio rotto.

Una volta tolto il gesso, il simpatico maestro di musica croato decise di tentare un nuovo spostamento optando questa volta per un viaggio aereo destinazione Fiume; il primo volo della sua vita oserei dire e così fu: a
causa probabilmente di un portellone difettoso che si scardinò improvvisamente ad alta quota, Frane Selak  fu catapultato, insieme ad altri 19 passeggeri, al di fuori del veivolo, volando per parecchi metri sino ad atterrare comodamente su un covone di paglia. 

"Basta treni! basta aerei!" avrà certamente pensato Mr Selak che, deciso a voler continuare la sua vita lasciando il passato alle spalle, decise nel 1966 di prendere un mezzo forse "più sicuro", l'autobus che però, a causa di una svista dell'autista, finì su un fiume:  quattro morti ma non lui, Frane, che riuscì a nuotare sino a riva cavandosela solamente con qualche escoriazione. 

Negli anni che seguirono il fortunato/sfortunato insegnante scelse probabilmente una tranquillità tutta casalinga visto il vuoto che coprì l'arco temporale 1966-1970, anno in cui scelse di riprovarci questa volta con la propria auto che però prese fuoco presso una stazione di benzina: tra le fiamme alcune persone incredule videro un signore farsi strada tra le fiamme riuscendo ad allontanarsi prima che il veicolo si disintegrasse nell'esplosione. Anche questa volta, il maestro di musica riuscì a  vincere la battaglia contro la dama nera. 

Una probabile svista del suo meccanico di fiducia cui aveva affidato, nel 1973, il controllo della coppa dell'olio della sua nuova auto che, dopo pochi chilometri di strada, prese fuoco: le fiamme della combustione invasero l'abitacolo tramite i condotti dell'aria ma Mr. Selak se la cavò anche questa volta con una semplice bruciatura di capelli.

Seguirono anni relativamente tranquilli sino al 1995, anno in cui Frane Selak, non sapendo più che "mezzi" pigliare, scelse di farsi una semplice e tranquilla passeggiata  lungo la strada. Una scelta sbagliata anch'essa: un pullman lo investì in pieno provocandogli solo qualche ferita superficiale. 


Nel 1996 mentre si trovava in una località di montagna, in prossimità di un tornante, fu costretto a sbandare da un camion delle Nazioni Unite in arrivo dalla carreggiata opposta; la sua macchina si ritrovò sul ciglio del burrone, Selak riuscì aggrappandosi ad un albero, con un balzo ad uscire dalla vettura , che pochi istanti più tardi cadde in un precipizio profondo 150 metri esplodendo.

Il 2003 segna finalmente l'anno della rivincita di Mr. Selak grazie a un evento, l'unico realmente comprovato di questa curiosa storia, conosciuta, sino ad ora, solo grazie ai racconti, più o meno fantasiosi, dello stesso:  due giorni dopo il suo 73° compleanno, Frane Selak vinse alla lotteria croata quasi un milione di dollari. 

Conosciuto in tutto il mondo grazie alla sua bizzarra storia, Frane Selak  merita, a mio avviso, il podio più per la fantasia utilizzata nel racconto che per la fortuna in sé che, si sa anch'essa essere artificio della mente umana in cerca di deterrenti. 



lunedì 13 giugno 2016

I ragazzi del Settore Giovanile Lazio 2003 trionfano al Torneo Givova di Paestum

Volano le piccole aquile del Settore Giovanile della Lazio 2003, che si aggiudicano il Trofeo del "Torneo Givova" contro il Latina.

La preziosa guida del Mister Leva, ha coadiuvato l'ottimo lavoro di squadra che ha portato al raggiungimento del risultato 1-0 grazie al Gol del bomber Santilli, premiato anche come miglior giocatore del torneo. Ottime prestazioni in campo anche dalle new entry Zucchelli, Cera, Santovito, De Santis e Verdirosi che hanno contribuito alla vittoria. 



Certamente un evento significativo per la Lazio, dove i giovanissimi hanno dato anche reso omaggio ai nerazzurri secondi classificati, disponendosi su due file e ponendo la mano a tutti gli avversari, un gesto auspicabile anche per le categorie superiori.