Nel giorno in cui la
Capitale festeggia l’avvento della grillina Virginia Raggi, promossa a Sindaco
di Roma, altre piccole, ma non meno rilevanti, realtà vengono a galla in quel dell’Azienda
Trasporti di Roma, la mia patria lavorativa, un’azienda che è stata luogo di
accadimenti PIU’ o meno discutibili da
parte
dell’amministrazione e del settore dirigenziale, figlio di Parentopoli e
di continui cambi di posizione in vista di scelte politiche e sindacali, scelte
che hanno in quasi sempre eluso la volontà del lavoratore emarginato nei
settori più disparati tra i quali spicca per eccellenza la IV Area, i quasi 500
dipendenti che operano nella “Mobilità” Atac, gli “invisibili”, figli della
noncuranza e degli indegni accordi sindacali che hanno permesso negli anni una
dequalificazione progressiva sino alle condizioni attuali: parliamo degli ex
dipendenti della miriade di società che un tempo gestivano i parcheggi a
pagamento di Roma,
confluiti nella Sta,
poi assorbita da Atac: Parliamo degli ex dipendenti della Erg, la società
che gestiva il sistema dei bigllietti di Atac, parliamo degli assunti negli
anni 2003 e 2004 con il parametro “minimo” 116 che ad oggi hanno toccato con
mano l’inaccessibilità di una riqualificazione contrattuale e di un improbabile
iter carrieristico che porti alla fuga da un parametro che mortifica anche il
lavoratore meno abile.
Tra questi “bassi”
spicca oggi, mi perdonerete l’ossimoro calzante, un fatto che ha coinvolto la
mia persona, anche io figlia “invisibile” dell’Azienda Trasporti, dipendente
presso la IV Area, reduce da un accadimento ancora in fase di accertamento
circa le modalità di gestione da parte dell’amministrazione ma certo nell’esito,
negativo dopo una richiesta di aspettativa di un mese presentata su carta i
primi giorni del mese di maggio 2016 e negata verbalmente dopo lo scadere dei
termini a seguito di miei svariati appelli antecedenti a tale data, passati
inosservati a causa di protocolli ritardatari e fogli perduti nel lungo iter da
quel del luogo di lavoro agli uffici siti in Via Prenestina. Un’aspettativa negata, sembra, per ritardi nelle
tempistiche e un invito quindi a formulare, in forma scritta presso gli uffici
amministrativi, una richiesta di aspettativa ex novo per una data fattibile,
trovata poi nel 20 di Giugno.
I 6 mesi concessi, dietro verifica aziendale,
alle migliaia di dipendenti Atac, previsti da contratto possono essere defini
in altri termini come “l’abbandono dell'attività lavorativa per un
determinato periodo di tempo( senza per questo perdere il posto) è previsto
dalla Legge che permette al lavoratore di
poter richiedere al proprio datore di lavoro un periodo di aspettativa la cui
durata è stabilita dalla legge stessa e durante il quale non ha diritto alla
retribuzione ma solo alla conservazione del posto di lavoro”.
Segue così che anche per
questa mia nuova richiesta una lunga attesa in cui il giorno di inizio
aspettativa si avvicinava senza una riposta scritta né verbale.
E’ stata mia premura
contattare chi di competenza per ricevere un esito, dato per certo verbalmente
il giorno in cui è stato presentato presso gli uffici ma negato sempre
verbalmente a scadenza dei termini il 20 Giugno, data di inizio decorrenza dell’aspettativa
richiesta.
Ed è qui che entra in
gioco ancora la sfortunata IV Area, l’unica sembra ad essere discriminata nelle
modalità dell’aspettativa stessa che non può venire frazionata (avevo già
usufruito in passato di 4 mesi dilazionati) secondo il nuovo contratto che
porta la data del 2013.
Chiaro quindi che i due mesi di
aspettativa rimanenti sono perduti senza se e senza ma.
Un pensiero va inevitabilmente
ai miei fratelli di battaglia, agli emarginati della IV Area, prigione dalla
quale oggi sembra impossibile evadere, luogo in cui vengono messe in atto
discriminazioni senza eguali.
Chi riuscirà a portare
avanti la nostra bandiera? Si attendono volontari che riescano a gridare il
nostro credo senza abbassare la testa di fronte ad ostacoli e vessazioni.
Ci vuole coraggio e spirito
da guerriero.
Io sono pronta e voi?

Nessun commento:
Posta un commento