lunedì 21 settembre 2015

Al limit(e)ar

Al limitar del cammino di mezza vita(1) rifletto sull'ipotetico e tanto bramato momento di pausa che avevo promesso a me stessa di prendere allora al (già) limitar della fine del primo ventennio. Di acqua sotto i ponti ne è passata così come vicissitudini, nascite, riflessioni, sguardi, abbracci, urla, fine e rinascite.

Per ogni dolore un marchio indelebile sulla pelle, per ogni lacrima un differente oblio.
Osservo intorno a me le stesse pareti che hanno cambiato solo pelle ma non lo scheletro e dico a me stessa che alla fine sono ancora qui e che la fine stessa è ancora solo un pensiero separato dalla realtà. Non abbiate timore e che non vi sfiori lontanamente il pensiero di un mio folle gesto che conduca la mia persona verso il nulla ma da qualche tempo...anzi no rettifico...conosco bene l'esatto istante in cui ho perduto la speranza del "dopo". Lasciare così una frase è un atto imperdonabile ma seguire il filo di "quel" discorso potrebbe portare il lettore verso lidi che non ho alcuna intenzione di far toccare. Per farla breve questo notturno spetta al sunto dei miei primi 39 anni(2) passati altalenando tra la tranquillità della braccia di mammà e il disagio provato per un compleanno che manca dello spirito di quegli anni in cui non ci voleva poi molto fiato a spegnere le poche fiamme accese. Sento che manca il pathos, sento gli anni sgretolarsi e dissolversi la gioia per una festa. Una spugna carica di acqua che chiede solo di essere privata di quel peso e vorrei...sì vorrei dimenticare tutto ciò che ho imparato dalla vita e regredire fino ai primi passi per rivivere tutto quanto, per provare ex novo i battiti accellerati e ritrovare la preghiera perduta, per assistere nuovamente alla nascita dei miei figli, per abbracciare nuovamente persone che mai più riabbraccerò, per sbagliare ed imparare dagli sbagli. Non dovrei...no non dovrei sminuire il giorno di festa che mi (a)spetta. Forza su...è stato un attimo, una riflessione buttata là. Torno da voi con il sorriso che vi ha sempre confortato e l'abbraccio sincero. Aspettate...non correte...fatemi rimettere in fila.



1)statisticamente parlando gli stati per speranza di vita alla nascita del sesso femmimile al 2015 

2) Ma chi te lo ha chiesto!

giovedì 10 settembre 2015

Riflessioni impossibili da tenere ferme nel proprio io.

E' un'imperfezione la vita nei suoi istanti mutevoli e nelle parole celate dietro un sorriso apparente, lungo il nastro che scorre veloce, dietro un flashback e un canto liberatorio.
Riesco tuttavia a vederla come un miracolo concesso, una gioia che sovrasta montagne di dolori e privazioni:  nonostante il mancato raggiungimento di un obiettivo ci facciamo forza percorrendo strade a senso unico e dimenticando il senso e il perchè del nostro rincorrere perpetuo.
Molti riescono a tendere una mano e condividere la propria gloria, altri preferiscono l'isolamento e lo sguardo  altrui sembra pesare loro come un macigno.
Molti si aggrappano al cielo relegando pensieri terreni al cospetto di una volontà divina altri si sentono persi nel proprio io credendo che esso sia il centro del mondo.
Alcuni amano e lo portano dentro piangendo nei tramonti infuocati e sorridendo durante le albe estive, altri scelgono il nero livore per l'anima altrui.
Consapevoli o inconsapevoli  dell'imperfezione somigliamo a uno stormo confuso di uccelli che compie acrobazie fatte di andate e ritorni, di salite e discese pericolose.
E' la varietà a giocare a nostro favore, è l'istante mutevole che non lascia spazio alla prevedibilità, è la VITA.