mercoledì 26 agosto 2015

Marciapiedi fantasma in Via Casal Lumbroso


Il Sole picchia forte in questa giornata d'agosto e l'afa toglie il respiro. Poggiata su un muretto di cemento tengo gli occhi ben aperti stando ben attenta a rimanere entro la linea bianca che divide la carreggiata dal metro quadro adibito a fermata dell'autobus. Lontane dagli occhi ma non dal pensiero sono le comode pensiline posizionate nelle fermate di quartieri probabilmente "migliori" del mio in cui il decoro urbano si esprime anche in giardini curati e strade degnamente asfaltate. Gli anziani e i bambini siedono comodamente in attesa dell'autobus raccontandosi se capita scene di vita passate o attuali normalissime o forrestgumpiane che siano. Lo scambio culturale è alla base di una società evoluta e ogni luogo dovrebbe essere improntate su questo semplice ma attualissimo concetto. Anche una semplice panchina può diventare simbolo di continuazione evolutiva.
Una breve brezza porta via ciò che rimane dei miei pensieri perché la distrazione nell'attesa può generare pericolo. Nel mentre una automobile bianca sfreccia veloce a un metro dalla mia bambina che mi accompagna in questa commissione odierna poi un camion dell'Ama e ancora automobili...tutto a pochi passi da noi.  Quel tratto di strada come tanti altri in Via Casal Lumbroso è privo di marciapiede e i pedoni sono costretti a percorrere spazi veramente stretti tra i muri di cemento e carreggiata: parliamo di 30 cm al massimo che un  guidatore disattento può invadere colpendo i pedoni. 





Questione di coscienza o semplicemente di rispetto del codice stradale. Sta di fatto che il rispetto delle regole in primis e della vita altrui deve provenire dall'alto, in questo caso Circoscrizione di appartenenza e Comune di Roma i quali peccano molte volte di noncuranza e superficialità, atteggiamenti poco consoni e privi di etica. In un'Italia vessata e derisa da molte bandiere, sottoposta al modus del "figli e figliastri" sembra non trovare spazio neanche il rispetto della vita stessa e il cittadino provato stanco ormai delle opere post "disastri" chiede interventi in tempo reale.
Un grande personaggio quale Albert Einstein affermava tempo fa " Gli intellettuali risolvono i problemi; i geni li prevengono". Aveva colto il punto.
Non ci vuole un genio per capirlo.

mercoledì 5 agosto 2015

Campo Rom La Monachina, biglietto da visita dei quartieri Massimina e Casal Lumbroso

Per chi proviene da Casal Lumbroso le possibilità stradali per giungere sulla strada Aurelia sono due: proseguire sulla parallela di Via Romano Guerra verso nord e svoltare poi a destra su Via Pasquale Pasquini che termina con una sopraelevata per inversione di marcia oppure percorrere Via di Casal Lumbroso fino al ponte della Monachina seguendo Via della Monachina, strada che si immette sulla grande arteria stradale direzione Civitavecchia. Questa piccola premessa si rende necessaria per comprendere meglio la natura del problema che si andrà ad affrontare oggi: il degrado “umano” che persiste in una zona periferica di Roma in cui hanno preso vita tempo fa due quartieri rinomati come la Massimina e Casal Lumbroso, conosciuti come luoghi più che provati dalla discarica più grande d'Europa: Malagrotta. Come detto poc'anzi entrambe le scelte direzionali portano nella retta via ma non senza guardare in faccia a una realtà che è da tempo sotto gli occhi di tutti indistintamente, residenti, forze dell'ordine e “persone di passaggio”: prostituzione e presenza sul territorio di un campo Rom abusivo ma “tollerato”. La strada che ho deciso di intraprendere oggi è quella che porta a la Monachina, sede del campo allestito anni fa con propositi che ancora oggi faccio fatica a immaginare ma che esiste e che sembra essere il biglietto da visita dei nostri quartieri in quanto primo fermo immagine che salta agli occhi a un viaggiatore proveniente da Roma. 



Baracche e roulotte sono da anni le abitazioni di bambini e adulti stipati in questo campo abusivo lontano dagli occhi e dal cuore dei potenti. Un'auto percorre lentamente Via della Monachina incredulo e forse arrabbiato nel veder correre bambini tra materassi abbandonati sul bordo della strada e cassonetti colmi di immondizia pronti a bruciare al calar del Sole. Sporcizia, degrado a 360 gradi, una bolgia infernale che d'estate diventa rovente e d'inverno fredda come il ghiaccio. Lo sguardo di un bimbo mi riporta sulla Terra e nei suoi occhi vedo il mio stesso sguardo, lo stesso desiderio di prendere il volo e planare verso giardini fioriti pensando che questo debba essere l'esatto vissuto di un bambino della sua età.
La mia auto procede verso l'Aurelia e dallo specchietto retrovisore lo vedo salire su una bici e pedalare tra una bottiglia di vetro e una busta piene di immondizia. E' il suo percorso, una strada lontana dagli occhi e dal cuore di chi ha il potere di cambiare.

lunedì 3 agosto 2015

Luna e Pianeti a Massimina 1 Agosto 2015

Vivere oggi i quartieri di Massimina e Casal Lumbroso significa sentire sulla pelle quotidianamente cicatrici di antichi disagi e ferite aperte che fanno fatica a rimarginarsi. Gli anni della maledetta discarica hanno lasciato i pronte indelebili sul territorio ove l'ambiente soffre ancora delle scelte sbagliate di alcuni mossi esclusivamente dai fatidici ritorni economici in barba ai danni derivati da questi ultimi. Eppure ironia della sorte una volta sorpassato il pericolo ecco che ne giungono altri simili al precedente anche se in forma minore; così l'abitudine di vivere ormai nel degrado torna nelle presente nelle (nulle)coscienze di alcuni che sembrano voler rinnegare quello che tutti noi definiamo il"vivere civile". Così non è difficile veder gettati rifiuti di ogni sorta lungo le strade del territorio e in alcuni punti scelti come nuove discariche a cielo aperto. Così come non è difficile assistere allo scempio dei roghi tossici che prende forma a cadenza  settimanale a "La Monachina" proprio di fronte al Campo abusivo (ma tollerato) dei Rom. Nuvole di fumo nero sono il prodotto della combustione illecita di scarti e rifiuti ingombranti che i cittadini e probabilmente anche i residenti del campo, in una sorta di compartecipazione abusiva, gettano e bruciano poi. Nuvole di fumo quindi si infiltrano lungo le strade portando con sé tutta la tossicità del caso, oscurando tramonti degni di un quadro impressionista  nel quale cielo e terra si perdono nei loro stessi contorni.

Superando gli scogli ambientali e i disagi del caso lassù oltre le nubi le stelle rimangono a guardare i poveri mortali incapaci di gestire il dono prezioso che la natura stessa ha fatto loro. L'attesa che porta al miglioramento è un sentiero in cui la boscaglia impone più di uno stop e pause lunghe anche viaggiatore che abbia deciso di marciare diritto. Così è sufficiente una passione datata e uno strumento ottico adeguato per trasformare poche ore in sorrisi innocenti: la serata del 1 Giungo 2015 è stata scelta da me medesima nel rispetto dell'ideale preposto ossia l'osservazione della Luna da parte dei bambini dei rispettivi quartieri, Massimina e Casal Lumbroso.

Accompagnati dai genitori e dai nonni sono giunti a Via Ildebrando, punto di ritrovo dal quale poi ci siamo spostati per raggiungere la postazione prefissata più lontana possibile dall'inquinamento luminoso causato dai lampioni stradali. Qualche minuto con lo sguardo verso l'alto in attesa che la Luna spunti tra una nuvola e l'altra. Finalmente il sogno si avvera e non faccio altro che puntare con il telescopio KonusMotor-130 verso di lei, posizionare sul focheggiatore prima un oculare da 17mm e uno da 10mm poi per far provare quindi a tutti i presenti la stessa sensazione di pace che mi capita di avvertire durante le osservazioni alla volta celeste. I sorrisi dei bambini sono il regalo della vita, la forza per andare avanti  e la speranza per un futuro migliore. Ogni sorriso è un sorriso nuovo, un diamante che splende come le luci del cielo al quale conviene rimettersi dico sempre nei momenti più bui per ritrovare lo splendore perduto.
Una serata piacevole e istruttiva (per me naturalmente) che proverò a ripetere nei mesi a venire.

Lascio a disposizione di voi tutti un piccolo volume sulla Luna (in questo caso virtuale leggibile e scaricabile cliccando sul link seguente) che ho consegnato anche in forma cartacea ai partecipanti della serata del 1 Agosto.


Alla prossima.