Il Sole picchia forte in questa
giornata d'agosto e l'afa toglie il respiro. Poggiata su un muretto
di cemento tengo gli occhi ben aperti stando ben attenta a rimanere
entro la linea bianca che divide la carreggiata dal metro quadro
adibito a fermata dell'autobus. Lontane dagli occhi ma non dal
pensiero sono le comode pensiline posizionate nelle fermate di
quartieri probabilmente "migliori" del mio in cui il decoro
urbano si esprime anche in giardini curati e strade degnamente
asfaltate. Gli anziani e i bambini siedono comodamente in attesa
dell'autobus raccontandosi se capita scene di vita passate o attuali
normalissime o forrestgumpiane che siano. Lo scambio culturale è
alla base di una società evoluta e ogni luogo dovrebbe essere
improntate su questo semplice ma attualissimo concetto. Anche una
semplice panchina può diventare simbolo di continuazione
evolutiva.
Una breve brezza porta via ciò che rimane dei miei
pensieri perché la distrazione nell'attesa può generare pericolo.
Nel mentre una automobile bianca sfreccia veloce a un metro dalla mia
bambina che mi accompagna in questa commissione odierna poi un camion
dell'Ama e ancora automobili...tutto a pochi passi da noi. Quel
tratto di strada come tanti altri in Via Casal Lumbroso è privo di
marciapiede e i pedoni sono costretti a percorrere spazi veramente
stretti tra i muri di cemento e carreggiata: parliamo di 30 cm al
massimo che un guidatore disattento può invadere colpendo i
pedoni.

Questione di coscienza o semplicemente
di rispetto del codice stradale. Sta di fatto che il rispetto delle
regole in primis e della vita altrui deve provenire dall'alto, in
questo caso Circoscrizione di appartenenza e Comune di Roma i quali
peccano molte volte di noncuranza e superficialità, atteggiamenti
poco consoni e privi di etica. In un'Italia vessata e derisa da molte
bandiere, sottoposta al modus del "figli e figliastri"
sembra non trovare spazio neanche il rispetto della vita stessa e il
cittadino provato stanco ormai delle opere post "disastri"
chiede interventi in tempo reale.
Un grande personaggio quale
Albert Einstein affermava tempo fa " Gli intellettuali risolvono
i problemi; i geni li prevengono". Aveva colto il punto.
Non
ci vuole un genio per capirlo.

