mercoledì 24 giugno 2015

Luna e degrado a Massimina

Ammiro la Luna per l'ennesima volta. Sembra quasi implodere nella sua stessa espressione malinconica che mostra nel lato visibile da un tempo che rasenta l'infinito se rapportato alle umane vicissitudini. Sento la necessità di toccare la velocità di fuga per silenziare il fastidioso ticchettio del tempo che rivela un percorso già delineato dai tratti del mio destino. A breve sarà predominante la volontà di uscire a respirare quel che resta di un'aria sporca spinta fin qui dai venti beffardi. Stranamente i fiori nati dai bulbi piantati nei vasi resistono a cotanta ingiustizia ed esplodono nei colori tenui resi noti dai pallidi raggi lunari. Non mi accontento di rimanere a guardare e neanche il tempo per riflettere un altro po' che mi ritrovo già seduta sul sedile della mia auto pronta per una nuova serata di ricognizione. Mentre lascio alle mie spalle i lampioni accesi della mia via provo a immaginare il percorso da seguire e le zone in cui sostare sicura nei momenti di stazionamento e di controllo. Un gattino tigrato si avvicina cauto sul limitar di Casal Lumbroso, il suo istinto stasera gli salverà la vita. Poco dopo una macchina sfreccia a tutta velocità e scompare dietro una curva. Il tragitto che porta al Campo La Monachina si può dire breve. Salutano il mio arrivo due randagi che camminano in coppia a mo di protezione reciproca probabilmente in cerca di cibo. Un residuo di fumo proveniente da uno dei secchioni posti vicino al Campo viene rivelato dai fari della mia auto. Immagino la pira di fuoco dei qualche ora prima; plastica che brucia, altro odore marcio che si sposa a quello già mortificante proveniente dalla discarica più grande d'Europa, Malagrotta. Ciò che manca a molti di noi è il pensiero del futuro, un progetto di vita che non riguardi solo il singolo ma che si estenda a macchia d'olio all'intera comunità, un principio sano che trovi spazio nella cura ambientale dei nostri luoghi. Così si mostra ultimamente il quartiere, molteplici discariche a cielo aperto, sacchi pieni di marciume gettati ai bordi delle strade, tra le piante genitrici di vita ma lontane delle proprie abitazioni. L'importante è non vedere lo scempio commesso da mani irrispettose.
Cerco la Luna ormai alta nel cielo, luminosa e intoccabile.
Molte volte il cielo ha sanato l'orgoglio umano.
Rimetto a lui anche stasera i miei progetti e le mie speranze.