mercoledì 24 giugno 2015

I bambini e la questua

Questione spinosa quella l'accattonaggio con minori, un argomento che tocca da vicino chiunque contenga all'interno della cassa toracica un cuore unitamente a un sentimento di benevolenza verso un bambino incapace di decidere le sue sorti in forma autonoma e che per questo si affida alle cure generose di un genitore il cui compito è tutelare la sua esistenza e far sì che la sua crescita avvenga nella maniera più sana possibile. Non sono poi così lontani i tempi in cui nella nostra italianissima penisola un bambino coadiuvava il lavoro di un adulto tra una spiga di grano e l'altra sorpassando il diritto a un'infanzia priva di responsabilità. Oggi il processo di evoluzione sociale si basa fortunatamente sul modello di scolarizzazione che prevede un piano di studio che comincia in tenera età e termina ad adolescenza inoltrata. Il lavoro come sostentamento diventa poi l'iter necessario alla sopravvivenza del singolo in una società che non lascia spazio a vuoti monetari. Eppure in una metropoli ricca di passato come quella di Roma ma diretta verso il progresso sembra perdersi nelle lacune di culture arrugginite che fanno fatica ancora oggi a seguire i passi veloci dell'evoluzione. Stipati nelle periferie romane, lontani e dalla folla di turisti che calpestano gli antichi sanpietrini e dallo sguardo dei "caputani" i Rom sembrano far parte di una dimensione parallela. Monili dorati e roulotte ferme anni all'interno di campi isolati in cui il degrado regna sovrano. Ci si sposta in centro a gruppi procedendo verso luoghi più affollati in cui un turista caritatevole possa rispondere alla preghiera di due occhi innocenti con un soldo o un pezzo di pane. I fumi di scarico penetrano tra i capelli e lo sporco dei marciapiedi colora la vesti di nero. Arriva la pioggia a lavare le coscienze e poi di corsa a casa per tornare bambini e acquisire il diritto a una corsa tra fanghi e ortica.

Punibile come reato ai sensi dell'articolo 671 del Codice Penale l'accattonaggio con minori a seguito è una ferita ancora aperta impossibile da curare con l'indifferenza. Lontano dalla soggezione continuativa di cui tratta l'articolo 600 del Codice Penale questa forma di questua non è accettabile come deterrente al sostentamento familiare né come cultura che trovi origine nel passato poiché il minore deve godere della tutela da parte dell'adulto senziente. Così come è palese l'impossibilità dell'infante di decidere per sé stesso allora è decisiva la volontà del genitore della scelta dell'elemosina piuttosto che quella della scolarizzazione. Manca una mano ferma e decisiva e il tempo scorre. Il mio grido si esprime con un NO alla permanenza della popolazione Rom nei campi lager, il mio è un grido che sfocia nel NO allo sfruttamento di minori.