Questione
spinosa quella l'accattonaggio con minori, un argomento che tocca da
vicino chiunque contenga all'interno della cassa toracica un cuore
unitamente a un sentimento di benevolenza verso un bambino incapace di
decidere le sue sorti in forma autonoma e che per questo si affida alle
cure generose di un genitore il cui compito è tutelare la sua esistenza e
far sì che la sua crescita avvenga nella maniera più sana possibile.
Non sono poi così lontani i tempi in cui nella nostra italianissima
penisola un bambino coadiuvava il lavoro di un adulto tra una spiga di
grano e l'altra sorpassando il diritto a un'infanzia priva di
responsabilità. Oggi il processo di evoluzione sociale si basa
fortunatamente sul modello di scolarizzazione che prevede un piano di
studio che comincia in tenera età e termina ad adolescenza inoltrata. Il
lavoro come sostentamento diventa poi l'iter necessario alla
sopravvivenza del singolo in una società che non lascia spazio a vuoti
monetari.
Eppure in una metropoli ricca di passato come quella di Roma ma diretta
verso il progresso sembra perdersi nelle lacune di culture arrugginite
che fanno fatica ancora oggi a seguire i passi veloci dell'evoluzione.
Stipati nelle periferie romane, lontani e dalla folla di turisti che
calpestano gli antichi sanpietrini e dallo sguardo dei "caputani" i Rom
sembrano far parte di una dimensione parallela. Monili dorati e roulotte
ferme anni all'interno di campi isolati in cui il degrado regna
sovrano. Ci si sposta in centro a gruppi procedendo verso luoghi più
affollati in cui un turista caritatevole possa rispondere alla preghiera
di due occhi innocenti con un soldo o un pezzo di pane. I fumi di
scarico penetrano tra i capelli e lo sporco dei marciapiedi colora la
vesti di nero. Arriva la pioggia a lavare le coscienze e poi di corsa a
casa per tornare bambini e acquisire il diritto a una corsa tra fanghi e
ortica.
Punibile
come reato ai sensi dell'articolo 671 del Codice Penale l'accattonaggio
con minori a seguito è una ferita ancora aperta impossibile da curare
con l'indifferenza. Lontano dalla soggezione continuativa di cui tratta
l'articolo 600 del Codice Penale questa forma di questua non è
accettabile come deterrente al sostentamento familiare né come cultura
che trovi origine nel passato poiché il minore deve godere della tutela
da parte dell'adulto senziente. Così come è palese l'impossibilità
dell'infante di decidere per sé stesso allora è decisiva la volontà del
genitore della scelta dell'elemosina piuttosto che quella della
scolarizzazione. Manca una mano ferma e decisiva e il tempo scorre.
Il mio grido si esprime con un NO alla permanenza della popolazione Rom
nei campi lager, il mio è un grido che sfocia nel NO allo sfruttamento
di minori.
