mercoledì 5 agosto 2015

Campo Rom La Monachina, biglietto da visita dei quartieri Massimina e Casal Lumbroso

Per chi proviene da Casal Lumbroso le possibilità stradali per giungere sulla strada Aurelia sono due: proseguire sulla parallela di Via Romano Guerra verso nord e svoltare poi a destra su Via Pasquale Pasquini che termina con una sopraelevata per inversione di marcia oppure percorrere Via di Casal Lumbroso fino al ponte della Monachina seguendo Via della Monachina, strada che si immette sulla grande arteria stradale direzione Civitavecchia. Questa piccola premessa si rende necessaria per comprendere meglio la natura del problema che si andrà ad affrontare oggi: il degrado “umano” che persiste in una zona periferica di Roma in cui hanno preso vita tempo fa due quartieri rinomati come la Massimina e Casal Lumbroso, conosciuti come luoghi più che provati dalla discarica più grande d'Europa: Malagrotta. Come detto poc'anzi entrambe le scelte direzionali portano nella retta via ma non senza guardare in faccia a una realtà che è da tempo sotto gli occhi di tutti indistintamente, residenti, forze dell'ordine e “persone di passaggio”: prostituzione e presenza sul territorio di un campo Rom abusivo ma “tollerato”. La strada che ho deciso di intraprendere oggi è quella che porta a la Monachina, sede del campo allestito anni fa con propositi che ancora oggi faccio fatica a immaginare ma che esiste e che sembra essere il biglietto da visita dei nostri quartieri in quanto primo fermo immagine che salta agli occhi a un viaggiatore proveniente da Roma. 



Baracche e roulotte sono da anni le abitazioni di bambini e adulti stipati in questo campo abusivo lontano dagli occhi e dal cuore dei potenti. Un'auto percorre lentamente Via della Monachina incredulo e forse arrabbiato nel veder correre bambini tra materassi abbandonati sul bordo della strada e cassonetti colmi di immondizia pronti a bruciare al calar del Sole. Sporcizia, degrado a 360 gradi, una bolgia infernale che d'estate diventa rovente e d'inverno fredda come il ghiaccio. Lo sguardo di un bimbo mi riporta sulla Terra e nei suoi occhi vedo il mio stesso sguardo, lo stesso desiderio di prendere il volo e planare verso giardini fioriti pensando che questo debba essere l'esatto vissuto di un bambino della sua età.
La mia auto procede verso l'Aurelia e dallo specchietto retrovisore lo vedo salire su una bici e pedalare tra una bottiglia di vetro e una busta piene di immondizia. E' il suo percorso, una strada lontana dagli occhi e dal cuore di chi ha il potere di cambiare.

1 commento:

  1. Nessuno li costringe a rimanere, anzi, dato che sono nomadi, facciano i loro nomadismi. Ma se vogliono rimanere devo imparare a rispettare le regole! In merito ai rifiuti che vengono bruciati, li i rifiuti li portano anche tanti italiani ed utilizzano quel posto come discarica. Qui il Roberta è delle amministrazioni che non vogliono affrontare e risolvere il problema. Basta una telecamera fai le foto a chi scarica e poi denuncia e multa. Ma sarebbe troppo semplice
    ...
    Speriamo con la nuova giunta....

    Tanto non c'è speranza in questo paese....

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